giovedì 25 settembre 2008

Una storia su Hysteria dei Muse

Erano le 19:23 del 16 Novembre del 1998, mi ricordo perfettamente 'orario perchè avevo appena guardato l'orologio e già da questo fatto dovevo capire che mi avresti cambiato la vita..perchè mi ha cambiato la vita!
..Alzato lo sguardo dall'orologio vidi in mezzo a tutta la gente i tuoi occhi..neri, ma di un nero strano diverso, sarà stato quel bianco che più bianco non si può che li circondava, ma quel nero aveva qualcosa di unico..erano dolci ma allo stesso tempo decisi, erano innocenti ma allo stesso tempo esperti...avevano una luce, una luce che d solito non appartiene al colore nero...secondo me non erano sempre stati neri prima forse furono azzurri o verdi come l'acqua del mare in Grecia ma poi con il passare del tempo, le delusioni, le esperienze, l'amicizia, l'amore...ma un po' del loro colore immaginario riemergeva ancora...fantastici, non li scorderò mai, nonostante tutto!
Il tuo carattere, il mio carattere, il nostro rapporto, tutto si può riassumere in quello che successe subito dopo, sì perchè di solito quando sorprendi qualcuno a guardarti questi distoglie lo sguardo, imbarazzato e con la convinzione di esser stato scoperto.. ma tu no, tu sei rimasta lì, ferma a guardarmi come se fosse la cosa più naturale del mondo..un secondo, un minuto, un'ora, un anno, sicuramente per tutta la vita...una polaroid appesa sul muro del mio cuore! Poi una tua amica ti prende il barccio, ti sussurra qualcosa all'orecchio, ti volti e te ne vai, mentre lo fai ti seguo con lo sguardo aspettando un gesto che mi dica "ehi era per te...la prossima volta avvicinati!", ma te niente, si allontano i tuoi capelli, il tuo giubbino lungo fino alle ginocchia, il tuo sedere...
Le due settimane successive le passai senza vederti e a fantasticare su di te, a ricostruire tutto di te partendo da qualche piccolo indizio, quelle amiche un po' fighette che stonavano con il tuo cappotto un po' alternativo, le scarpe basse..e poi pensavo ai tuoi occhi, a quel nero luminoso che mai avevo visto e ad una frase di Max Pezzali "io che avevo i fatti miei ti ricordi quella con quegli occhi grandi che anche tu mi dicevi è troppo bella"..sì perchè eri bella e piu ti pensavo più diventavi bella ma...ma quando incontri degli occhi come quelli devi essere pronto, pronto a mettere tutto sul tavolo, consapevole che quando tutto sarà finito tutto sarà diverso.. pronto a toccare il cielo con un dito e poi aspettare un messaggio che non arriverà...pronto a sapere che non sarà per sempre, perchè quelle come lei non si fermano, quelle come lei rimangono sempre lì, ad un passo..le puoi toccare ma non afferrare..sapere che lei è tua ma non poterlo dire, dirlo ma sapere che le cose non stanno esattamente così..lei entrerà nel tuo sangue con il suo sguardo, con il suo corpo, con il suo profumo..scorrerà nelle tue vene..comanderà il battito del tuo cuore..ma non saprai mai cosa mangia a colazione o che gelato le piace..devi goderti il momento, sentirti il re del mondo quando vedrai una ragazza così bella sdraiata tra le tue braccia ma sapere che soffrirai, soffrirai e farai cose che non avresti mai pensato, che addirittura etichettavi come "patetiche"..come me che adesso,a disanza di un anno mi ritrovo in questa stanza d'albergo..e non so che ore sono e che giorno è, non conta più..

1 commento:

mauro bianco levrin ha detto...

Grazie per il link...molto gentile!!Faccio altrettanto!!
A presto...!!